La meraviglia del Veneto
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Benvenuti a Chioggia


Chioggia è chiamata la “piccola Venezia” perché la sua struttura urbanistica ricorda quella di Venezia. In effetti i suoi canali, i suoi Palazzi settecenteschi che si specchiano nella laguna, e le sue calli, in quanto a bellezza non hanno nulla da invidiare a quelli di Venezia. Perciò se quel “piccola” indica solo dimensioni più ridotte allora lo si può accettare. Di sicuro non può indicare un difetto.

Infatti a Chioggia più che a Venezia si può ammirare l’andirivieni dei pescherecci. O godere dello spettacolo chiassoso e allegro del mercato del pesce. E lasciarsi affascinare da quella tavolozza di colori che sono le case dei pescatori. E poi si può andare a zonzo per le sue calli consapevoli che dietro ogni angolo c’è un nuovo scorcio ancora più bello di quello appena visto. Perché come disse Curzio Malaparte questa città è

“un unico grande caffè all’aperto” 

Forse più che una “piccola Venezia” Chioggia è una “Venezia a misura d’uomo”. E poi Venezia avrà pure più Palazzi, più Chiese, ma non ha una pianta tanto particolare come quella di Chioggia. Una grande via centrale e le altre perpendicolari a formare una “spina di pesce”.

“Una sottile striscia di sabbia protesa davanti al mare e, dietro, stagni percorsi da correnti marine; non lontano si vedono campi coltivati e a distanza, il profilo dei colli" (Tito Livio).

“Vi è chi crede di aver conosciuto l’Italia, ma quando per un errore di itinerario, arrivando a Chioggia si accorge di essa, grida per la meraviglia e si morde le dita per averla ignorata o creduta non fosse degna d’essere visitata (…).
E’ una piccola città di cinquantamila abitanti, ma è smisurata, tenebrosa e solare, drammatica e felice, passionale e serena, come le grandi tele dei maggiori pittori della scuola veneta, che sembra abbiano attinto qui le loro ispirazioni.” (G. Comisso – scrittore)

“… non si potrebbe dire che Chioggia è una Venezia povera, come Murano e Burano: Chioggia è una Venezia di terra, e i suoi palazzi sono della stessa pietra bianca come marmo… (Cesare Brandi – storico dell’arte).

Le origini

Secondo una leggenda Enea sarebbe fuggito da Troia dopo la sua distruzione insieme ad Antenore, Clodio ed Aquilio. Questi ultimi si sarebbero fermati sulle coste venete, dove ognuno di loro avrebbe fondato una città. Antenore avrebbe fondato Padova, Aquilio Aquileia e Clodio Clodia, antico nome di Chioggia. Studi recenti, invece, farebbero risalire la sua fondazione al popolo Pelasgi - naviganti provenienti dalla Tessaglia - e fondatori anche di altre città sull’Adriatico.

Il nome Chioggia deriverebbe quindi dalla parola “cluza” ossia “costruita artificialmente” perché senza l’opera dell’uomo questa zona della laguna sarebbe sommersa.

Il sale

Chioggia era conosciuta nell’antichità per la produzione del sale. Plinio e Cassiodoro lo consideravano il più pregiato. La produzione del sale era indispensabile a Chioggia per poter acquistare tutti gli altri prodotti di cui necessitava. Nel 1200 la laguna veneta era il primo produttore di sale nel Mediterraneo.

Il “sal clugiae” divenne un bene dello Stato veneziano che approfittando del monopolio raggiunto impose su questo bene indispensabile gravose imposte. Ma anche quando più tardi si svilupparono altri centri di produzione Venezia seppe trarne profitto. Infatti i carichi di sale prodotti altrove andavano a riempire le stive delle sue navi altrimenti mezze vuote. Se Venezia riuscì quindi ad approfittare anche della concorrenza che si era creata, lo stesso non si può dire per Chioggia. Le sue saline entrarono infatti in crisi e poi scomparvero.

Squeri e bragozzi

Sulle Isole dei Cantieri è ancora possibile vedere gli squeri, capannoni dove i maestri d’ascia costruiscono i bragozzi. Le tipiche imbarcazioni di Chioggia di cui ci si tramanda  i segreti di padre in figlio.

La creazione dei bragozzi rappresentò una vera e propria rivoluzione. Molti pescatori ebbero infatti la possibilità di comprarsele poiché costavano molto meno delle vecchie tartane. Il bragozzo ha il fondo piatto per poter navigare nella zona lagunare. Ma nello stesso tempo è massiccio per poter affrontare anche il mare aperto. A prua vi sono sempre disegnati degli Angeli o delle Madonne per propiziarsi la buona sorte. A poppa all’interno viene dipinto il nome del proprietario ed il luogo di provenienza, mentre all’esterno viene scritto il nome dell’imbarcazione.

Il varo di un bragozzo è sempre accompagnato da una grande festa, soprattutto se viene costruito senza fare debiti! Nel secolo scorso a Chioggia se ne contavano 500 in attività. Oggi sono molto meno, ma la flotta peschereccia di Chioggia resta una delle più rilevanti in Italia.

 Sito web del comune di Chioggia: http://www.chioggia.org/.

 Altitudine del Comune: 2 m slm (zona: 5)

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