La meraviglia del Veneto
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Benvenuti a Camposampiero


Camposampiero, in provincia di Padova, è una cittadina dal passato importante. Nel Medio-Evo è stata infatti spesso al centro di importanti giochi di potere grazie alla potente famiglia da cui era governata. Per fortuna ancora oggi possiamo scorgere nei suoi monumenti – le due Torri ed il Palazzo adibito a sede municipale - un’eco di questo passato glorioso.

Il nome e le origini

Il nome Camposampiero deriva dalle parole “Campus Sancti Petri”. A partire dall'anno Mille tornarono ad essere coltivati quei luoghi che un tempo erano coltivati e che poi erano stati abbandonati divenendo di nuovo boschivi. E proprio questi terreni venivano indicati con il termine "campus". La specifica “Sancti Petri” deriva dall’antica pieve intitolata appunto a S. Pietro.

Non abbiamo notizie della presenza umana a Camposampiero nella preistoria. Mentre fu sicuramente abitata in epoca romana come dimostrano i tanti ritrovamenti archeologici. Quasi sicuramente venne saccheggiata durante le invasioni barbariche. Vandali, Visigoti ed Unni infatti pur avendo come obiettivo Padova non disdegnavano di saccheggiare anche i territori vicini.

Tutto lascia supporre che in epoca longobarda Camposampiero sia stata sede di uno sculdascio. Mentre alla fine dell’VIII secolo quando passò in mano a Carlo Magno divenne sede di un feudatario. E nell’XI secolo ne divenne feudatario il conte Tiso, i cui discendenti – detti Camposampiero – governarono la cittadina fino al XIV secolo.

A metà del 1300 Tiso IX - ultimo membro della famiglia – morì senza lasciare eredi perciò i possedimenti dei Camposampiero passarono alla famiglia da Carrara (zii materni). Ma il dominio dei da Carrara non durò a lungo perché agli inizi del Quattrocento Camposampiero passò in mano ai  veneziani.

La famiglia Camposampiero

Dall’XI al XIV secolo Camposampiero venne governata dalla famiglia Tiso, ma nulla sappiamo su questa famiglia prima dell’anno Mille. Secondo alcuni era una nobile famiglia originaria della Marca Trevigiana. Secondo altri invece era di origine tedesca.

Dopo la morte dell’Imperatore Ottone III Arduino d’Ivrea venne eletto Re d’Italia e questo scatenò la guerra con il Sacro Romano Impero. Guerra che portò in Italia l’Imperatore Enrico II e il suo seguito di vassalli tra cui il conte Tiso. E proprio al conte l’Imperatore al termine della guerra avrebbe concesso il feudo di Camposampiero come ricompensa per i servigi resi.

Questa ipotesi gode di grande credito poiché vi sono dei documenti storici che riportano il nome di Tiso o Tisone. Nonostante ciò però i documenti sono comunque scarsi per cui non è possibile fare un quadro completo di questa famiglia o accertarne con precisione la discendenza.

Di sicuro sappiamo che all’epoca di Gherardo II la famiglia Camposampiero entrò in aperta rivalità con quella dei Da Romano divenendone acerrima nemica. Sappiamo inoltre che quando le nobili famiglie italiane si divisero tra guelfi e ghibellini i Camposampiero si schierarono dalla parte guelfa.

Tra gli esponenti più insigni di questa famiglia si ricorda Tiso IV legato da amicizia con S. Antonio da Padova al quale offrì ospitalità durante gli ultimi mesi di vita. 

 Sito web del comune di Camposampiero: http://www.comune.camposampiero.pd.it/.

 Altitudine del Comune: 24 m slm (zona: 5)

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