La meraviglia del Veneto
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I "Busi" di Valdagno


Il territorio di Valdagno è pieno di “busi”, grotte, cavità dai nomi suggestivi su cui si raccontano molte leggende.

Nel “Buso del Tesoro”, a quanto si racconta, alcuni banditi avrebbero nascosto oro e pietre preziose. Per arrivare al nascondiglio bastava arrampicarsi su una pianta di edera. Ma quando i banditi vennero arrestati due riuscirono a scappare e pensarono bene di bruciare l’edera in modo da non far trovare  più il nascondiglio.  La gente del posto è sicura che  “Ghi n'ha da essare ancora un bel mucio de schei su là in sima!”, se solo si sapesse dove!

Il “Buso del diavolo”, invece, si trovava proprio sotto la chiesa di Santa Maria di Panisacco e consentiva di arrivare in luoghi favolosi e pieni di tesori.

 Il “Buso de la Vecia” invece terrorizzava i bambini, perché si credeva che la vecchia che vi si nascondeva rapisse i bambini. Ma il terrore suscitato da questo “buso” era niente in confronto a quello suscitato dal “Buso delle Anguane”.

Creature maligne con il potere di saccheggiare i pollai, rubare il vino dalle cantine, azzoppare e rendere sterili gli animali e attaccare il malocchio alle persone, già solo il loro nome bastava a spaventare la gente e a non farla uscire dopo il tramonto. Beh diciamocela tutta un buon vinello aiuta non poco  a fare strani incontri con anguane, diavoli e streghe, e da queste parti i buoni vinelli non sono mai mancati…