La meraviglia del Veneto
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Introduzione a Vicenza


“Un luogo benedetto dal cielo, uno di quei nidi preparati dalla natura per la nascita dell'arte italiana"

(Louis Courajod, storico dell'arte francese, fondatore dell'École du Louvre).

Vicenza è il quarto comune del Veneto per popolazione, è uno dei centri industriali ed economici più importanti della Penisola. Ma soprattutto è la città di Andrea Palladio l'architetto per antonomasia delle Ville Venete. Non a caso molte delle sue "creazioni" sono state dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco.

Il nome

Il nome Vicenza deriva o dal latino vincens (vincente) o dal greco Oniketia (terra dei veneti). Ad alcuni umanisti vicentini invece si deve la leggenda secondo la quale in origine Vicenza si chiamava Cimbria. Poi un giorno il re di Roma convocò artisti da ogni luogo per abbellire la città. Le diverse maestranze avrebbero gareggiato fra di loro e la prima a concludere i lavori sarebbe stata proclamata “vincente”. Cimbria dapprima non aveva inviato maestranze, poi risentita per le critiche inviò degli operai che terminarono i lavori per primi. Gli operai vennero quindi proclamati “vincentes” e la città cambiò nome.

Magnagati - "mangia - gatti"

“Veneziani gran signori, padovani gran dottori e vicentini mangia-gatti”

cercando l’origine di questa pessima nomea abbiamo trovato non una, ma ben tre possibili spiegazioni.

Secondo la prima spiegazione i vicentini stanchi di essere assoggettati a Venezia cercavano in ogni modo di ostacolarla. Perciò quando il Doge chiese alle città vicine dei gatti per sterminare i topi e migliorare le condizioni igieniche della città, i vicentini furono gli unici a non inviarne. Come motivazione addussero il fatto che gli servivano per mangiarseli.

Secondo un'altra spiegazione invece furono i vicentini a richiedere i gatti per eliminare i topi. Gatti che poi non restituirono, perciò i veneziani gli affibbiarono questo nomignolo.

La terza spiegazione è di origine “fonetica". Il veneziano “ti ga magnà?” (hai mangiato?)  in  vicentino antico diventava “gatu magnà?” e  proprio a causa di questa pronuncia i veneziani avrebbero iniziato a chiamarli mangia-gatti.

La colonna infame di Galeazzo

Passando sotto i portici di Corso Palladio potrete osservate un “monumento” particolare: una colonna infame.

“Questo è il loco dove era la casa del scelleratissimo Galeazzo da Roma il qual con Iseppo Almerigo et altri suoi complici commisero atrocissimi homicidi in questa città dello anno MDXLVIII DI III luglio”.

Questo è quanto si legge sulla colonna. Ma chi era Galeazzo da Roma e cosa fece per meritarsi una tale colonna? Si sa la causa di molte scelleratezze degli uomini spesso è una donna, e questo caso non fa eccezione. Tutto partì infatti da Isabetta, sorella di Galeazzo, che si innamorò follemente di Alberto di Valmarana e per avvicinarlo le offrì in sposa la figlia. Ma Alberto la rifiutò e Galeazzo considerò questo rifiuto una offesa gravissima. All’iniziò si limitò a scrivergli lettere di minacce, ma nel 1548 fece irruzione - insieme al fratello Leonardo, ad Iseppo Almerigo ed altri briganti - nella villa Valmarana uccidendo Alberto e il suo notaio e dandosi poi alla fuga.

L’unico a pagare per l’omicidio fu Iseppo, mentre la casa di Galeazzo venne distrutta e al suo posto venne eretta una colonna per ricordarne l’infamia.

Il Padre dell'architettura statunitense

Dire Vicenza è dire Palladio. In genere è impossibile ridurre una città ad un solo artista, Firenze non è solo Giotto, Roma non è solo Michelangelo, invece Vicenza è Palladio. E poiché l’opera di questo artista non si può ridurre ad un solo edificio tutta la città di Vicenza è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

L’idea innovativa del Palladio è stata quella di non separare architettura e paesaggio. Le sue ville non sono solo case-salotto in cui ricevere - tipo le antiche ville romane o le ville toscane - ma sono anche ville rurali.

Da un lato soddisfano le esigenze estetiche dei proprietari, dall’altro soddisfano le necessità legate alla gestione della proprietà. Esteriormente quindi appaiono come ville-tempio con elementi decorativi come colonne, frontoni e portici. Mentre internamente hanno una distribuzione estremamente razionale degli spazi. Al piano terra si trovano infatti tutti gli ambienti di servizio (cucine, dispense, lavanderie); nel sottotetto si conservava il grano che fungeva anche da isolante per la casa; mentre il piano principale era riservato alla famiglia e agli ospiti.

Il 6 dicembre del 2010 il Congresso degli Stati Uniti ha approvato all’unanimità la concurrent resolution 259 che riconosce il Palladio come padre dell’architettura statunitense. Poiché gli edifici più rappresentativi della Nazione (Casa Bianca, Campidoglio ed altri) riflettono l’influenza della architettura palladiana. Nel testo si legge

“il Congresso degli Stati Uniti riconosce l'immensa influenza di Palladio sulla architettura degli Stati Uniti ed esprime la propria gratitudine per l’arricchimento che la sua vita e la sua carriera hanno conferito all’architettura della Nazione americana".

Non male per uno che costruiva bellissime Ville con materiale povero per contenere i costi.

 

 

 Sito web del comune di Vicenza: http://www.comune.vicenza.it/.

 Altitudine del Comune: 39 m slm (zona: 5)

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