La meraviglia del Veneto
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Benvenuti a Cison di Valmarino


Cison di Valmarino è un comune in provincia di Treviso in Veneto.

“…Non hai bisogno nemmeno di essere un sogno, perché sei una cartolina inviata dagli dei”

Così il poeta Andrea Zanzotto definì Rolle, una frazione di Cison di Valmarino. E come dargli torto! Pendii scoscesi ricoperti a perdita d’occhio da ordinati filari di vite. Ma soprattutto terrazzamenti tanto arditi quanto precisi, capaci di consentire la coltivazione anche in quei punti impervi dove i mezzi meccanici non riescono ad arrivare. E’ la cosiddetta “viticoltura eroica” fatta di fatica, gesti lenti, tradizione e amore per il proprio territorio. Si può dire che la vite sta a questo angolo del Veneto come i fichi d’India stanno alla Sicilia o i limoni alla Costiera Amalfitana. Perciò com’è impossibile immaginare il paesaggio siciliano senza le sue pale spinose, o la Costiera senza le sue punteggiature gialle così è altrettanto impossibile immaginare questi luoghi senza i loro vigneti.

Il nome Cison probabilmente deriva dal latino “caesum” cioè “tagliato”, ed indicherebbe una bonifica, o un disboscamento. Infatti questi luoghi vennero bonificati dai monaci cistercensi. D’altronde la loro natura paludosa è confermata anche dalla radice del termine Valmarino di origine indoeuropea che significherebbe “palude, stagno”.

Il simbolo della cittadina: il Castello Brandolini

Il profilo di Cison di Valmarino è caratterizzato dal Castello Brandolini o Castelbrando, nel Medio-Evo chiamato invece “Castrum Costae”. Il Castello è situato su uno sperone del monte Col de Moi, in una posizione strategica ed anche molto suggestiva e panoramica.

Intorno al X secolo, a seguito delle invasioni ungariche, venne costruita la prima fortificazione. Nel 962 l’Imperatore Ottone I concesse a Sicardo - vescovo di Ceneda - il titolo di conte insieme ai territori di Valmareno e di Castelbrando. La fortezza divenne quindi un piccolo feudo che i vescovi-conti di Ceneda concedevano di volta in volta ai loro feudatari, tra i quali i Colfosco.

Sofia di Colfosco, nel 1154, portò in dote questo Castello al consorte appartenente alla famiglia dei da Camino. Quando, dopo quasi due secoli, il casato dei Caminesi si estinse il castello divenne sede di un podestà veneziano per quasi un secolo. Nel 1436 Venezia cedette il Castello a Brandolino da Forlì e ad Erasmo da Narni detto il Gattamelata come ricompensa per i loro servigi durante le guerre. Ma a causa delle pesanti tasse da pagare per i diritti feudali il Gattamelata cedette tutta la signoria al Brandolino. O forse lo fece perché nel frattempo aveva ottenuto una ben più redditizia promozione militare.

Durante il possesso della famiglia Brandolini il Castello venne ampliato. Vennero creati un salone delle feste e un Parco interno, mentre parti delle costruzioni precedenti vennero demolite. Nel corso del Seicento venne creata un’imponente scala e diverse sale, nonché le scuderie e gli alloggi per la servitù e per la guarnigione. In effetti la costruzione pur rimanendo a tutti gli effetti un Castello finì con il trasformarsi in un palazzo signorile e con l’assorbire lo stile delle ville venete.

Durante la Prima Guerra Mondiale divenne un ospedale militare e solo nel 1929 tornò ad essere una residenza familiare. Nel 1959 i conti Brandolini cedettero il Castello ai Salesiani e divenne così un centro spirituale. Infine nel 1997 venne trasformato in un rinomato albergo tutt’ora in attività.

 Sito web del comune di Cison di Valmarino: http://www.comune.cisondivalmarino.tv.it/.

 Altitudine del Comune: 261 m slm (zona: 3)

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