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Benvenuti a Fratta Polesine


Fratta Polesine, in provincia di Rovigo, è conosciuta in tutto il mondo per la bella Villa Badoer inserita nella lista delle Ville Palladiane dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Inoltre Fratta ha dato i natali al deputato Giacomo Matteotti assassinato nel 1924 per aver denunciato i brogli elettorali di Benito Mussolini. Dai ritrovamenti di scavi recenti infine è emerso che Fratta Polesine è la più grande necropoli d’Europa dell’età del Bronzo.

Origini

Benché Fratta Polesine sia stata abitata fin da epoche remotissime le prime notizie documentate sulla sua esistenza risalgono al 1054. Anno in cui - insieme ad alcuni territori limitrofi - diventò feudo del Vescovo di Adria. All’epoca si chiamava ancora Villa Comedati.

Nel 1104 i Vescovi vi costruirono un castello che fu all’origine delle loro aspre guerre con gli Scaligeri e gli Estensi. Il castello venne più volte distrutto e riedificato e i suoi ultimi ruderi scomparvero all’inizio del XIX secolo.

Alla fine del XIV secolo Fratta passò in mano veneziana  rimanendovi fino al 1797. Divenne così un luogo di villeggiatura estiva e i nobili veneziani vi costruirono le loro Ville.

Villa Badoer Patrimonio dell’Umanità

Villa Badoer detta “La Badoera” è una villa veneta progettata dall’architetto Andrea Palladio nel 1554 su commissione di Francesco Badoer. E’ l’unica villa fra le tante progettate dal Palladio costruita nel Polesine.

Francesco Badoer apparteneva ad un’illustre famiglia veneziana ed era sposato con una Loredan. Dalla famiglia della moglie ereditò il fondo della Vespara dove fece costruire la villa. Questa scelta serviva anche a testimoniare il prestigio della famiglia poiché sullo stesso sito in passato era sorto un castello.

La villa sorge su un alto basamento e questo - insieme alle lunghe scale d’accesso - la rende molto scenografica. Le barchesse curvilinee danno l’idea di un abbraccio con cui si accolgono i visitatori. Tra l’altro sono le uniche fra le tante progettate che il Palladio abbia effettivamente realizzato.

Anche questa villa si sviluppa secondo il consueto sviluppo verticale delle ville palladiane. Per cui al piano interrato vi erano i servizi, il piano nobile era destinato ai signori, mentre il sottotetto aveva funzioni di granaio. Il Palladio per le decorazioni delle sue ville era solito servirsi di collaboratori di fiducia. Per questa villa si servì invece – come si può leggere anche nei suoi Quattro Libri – di Giallo Fiorentino.

Il fatto che Palladio lo nomini con il solo pseudonimo fa pensare che fosse piuttosto conosciuto all’epoca, ma la sua identificazione presenta delle difficoltà. All’inizio si era pensato indicasse Jacopo del Giallo un miniaturista molto conosciuto a Venezia. Poi si è pensato ad un Giallo pittore che aveva già lavorato alle decorazioni del Palazzo Loredan a Venezia. In ultimo lo si è identificato con il pittore fiorentino Pier Francesco di Jacopo Foschi. Gli affreschi della villa sono di argomento mitologico ed allegorico.

Villa Badoer ha avuto diversi proprietari tra cui i Mocenigo, attualmente è di proprietà della Provincia di Rovigo. Dal 1996 è inserita nell’elenco delle ville Palladiane dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. E dal 2009 le barchesse ospitano il Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine.

 Sito web del comune di Fratta Polesine: http://www.comune.frattapolesine.ro.it/.

 Altitudine del Comune: 11 m slm (zona: 5)

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